GELATERIE: RIAPERTURA CON QUALCHE VINCOLO

Gelaterie. Allora, come anticipato qualche giorno fa, da lunedì 18 maggio sarà possibile riaprire. Il Governo, infatti, ha accolto le pressanti richieste delle Regioni e di tante Associazioni di categoria anticipando la data fissata in precedenza per il 1 giugno. La cosa non è però così semplice e scontata. Innanzitutto il decreto che uscirà entro questa settimana consentirà alle diverse Regioni di assumere decisioni anche diversificate sulla base della situazione sanitaria di ognuna, per cui le ordinanze non saranno tutte uguali. Potrebbe anche esserci qualche caso di Regione che non ritiene i tempi ancora maturi per la stessa riapertura di ristoranti e bar gelaato artigianalementre qualcuna sembra voglia anche anticipare. C’è poi il problema delle procedure previste per svolgere l’attività le cui linee guida, sembra, saranno quelle dettate dall’INAIL e dall’Istituto Superiore di Sanità. Non si conosce ancora se le Regioni avranno la possibilità di portare qualche modifica come ha già fatto, ad esempio, l’Emilia Romagna, ma già ci sono tante proteste per la loro rigidità e difficoltà di applicazione che potrebbero, in qualche caso, anche vanificare la possibilità di apertura. Il caso più dibattuto è la distanza tra i tavoli che secondo la FIPE porterà ad una riduzione del 60% dei posti a sedere! Al di là di tutto questo, per quanto riguarda le gelaterie, come sappiamo, non è poi possibile fare un ragionamento univoco in quanto l’attività viene espletata con diverse modalità: si va dalle gelaterie pure con laboratorio e attiguo banco di vendita per asporto, alle gelaterie con servizio ai tavoli, fino ai bar-gelateria-pasticceria con somministrazione di altri prodotti e servizio al tavolo. Altre disposizioni riguardano la gestione del personale dipendente. E’ evidente che nel caso di solo asporto la ripresa dovrebbe essere piuttosto agevole in quanto si potrà continuare con le modalità e le misure di sicurezza già adottate sulla base del decreto del 26 aprile senza però i vincoli che imponevano  il consumo  limitato all’ambiente domestico, la prenotazione, ecc. Gli aspetti più difficili da affrontare riguardano i casi in cui ci sia il servizio al tavolo.

Non ci sono linee guida ufficiali e specifiche per le gelaterie ma si dovrebbe seguire -salvo quanto potranno fare le Regioni-   le regole previste dal Documento Inail-Iss riguardo alle misure organizzative, di prevenzione e protezione nel servizio di ristorazione, che riportiamo di seguito.
La questione del distanziamento sociale assume un aspetto di grande complessità – si legge nel documento – anche in considerazione che non è evidentemente possibile, durante il servizio, l’uso di mascherine da parte dei clienti e che lo stazionamento protratto possa anche contaminare, in caso di soggetti infetti da SARS-COV-2, superfici come, ad esempio, stoviglie e posate.
gelateriaAltro aspetto di rilievo è il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali confinati anche in relazione ai servizi igienici spesso privi di possibilità di areazione naturale.
Le misure organizzative relative a gestione spazi e procedure come quelle di igiene individuale delle mani e degli ambienti sono quindi estremamente importanti.
Andrebbero, in primo luogo e soprattutto in una prima fase, favorite soprattutto soluzioni che privilegino l’uso di spazi all’aperto rispetto ai locali chiusi, anche attraverso soluzioni di sistema che favoriscano queste modalità.
Il layout dei locali di ristorazione andrebbe quindi rivisto con una rimodulazione dei tavoli e dei posti a sedere, garantendo il distanziamento fra i tavoli – anche in considerazione dello spazio di movimento del personale – non inferiore a 2 metri e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie, ecc.; anche mediante specifiche misure di contenimento e mitigazione.
Le sedute dovranno essere disposte in maniera da garantire un distanziamento fra i clienti adeguato, anche per le motivazioni in precedenza riportate e tenendo presente che non è possibile predeterminare l’appartenenza a nuclei in coabitazione.
In ogni caso, va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie.
La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale.
Vanno eliminati modalità di servizio a buffet o similari.
È opportuno utilizzare format di presentazione del menù alternativi rispetto ai tradizionali (ad esempio menù scritti su lavagne, consultabili via app e siti, menù del giorno stampati su fogli monouso).
I clienti dovranno indossare la mascherina in attività propedeutiche o successive al pasto al tavolo (esempio pagamento cassa, spostamenti, utilizzo servizi igienici).
È opportuno privilegiare i pagamenti elettronici con contactless e possibilità di barriere separatorie nella zona cassa, ove sia necessaria.
È necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per clienti e personale anche in più punti in sala e, in particolare, per l’accesso ai servizi igienici che dovranno essere igienizzati frequentemente.
Al termine di ogni servizio al tavolo andranno previste tutte le consuete misure di igienizzazione, rispetto alle superfici evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati.

Come si vede la riapertura delle geleterie è soggetta a diversi vincoli. Ora non rimane che attendere l’emanazione del decreto governativo e soprattutto le ordinanze delle Regioni e sperare in qualche decisione di “buon senso” che, sempre nel rispetto della sicurezza di clienti e operatori, consenta finalmente di lavorare.