GELATO A RAI3: GIUSTE LE CRITICHE MA ….

Il servizio dedicato al gelato andato in onda su Mi manda Rai3 del 13 aprile ha scatenato sul web un’ infinità di prese di posizione negative, in buona parte condivisibili. In effetti, non è accettabile che una trasmissione, oltretutto del servizio pubblico, venga incentrata sugli aspetti negativi che possono caratterizzare il settore, senza fare delle adeguate distinzioni tra quello che c’è di sbagliato e le tante attività che si comportano invece correttamente e con professionalità.  Tuttavia una riflessione va fatta: come mai quando si parla di gelato emerge spesso l’opinione che il vero gelato artigianale non esista più e che ormai tutto si faccia con prodotti pronti e con l’utilizzo di ingredienti in numeri gelatoqualche caso anche dannosi? (grassi idrogenati, ecc.). Innanzitutto si deve, purtroppo, prendere atto come sia  ormai nella normalità che i media cerchino  scoop e questo avviene (in tutti i settori) con le notizie sensazionali e negative che generano preoccupazioni e non con le buone notizie. (… basti pensare ai diversi spazi e titoloni riservati quando qualcuno viene solo indagato e poi solo qualche trafiletto quando viene magari assolto). Se poi, a supporto di tutto ciò ci sono anche degli esempi (come abbiamo visto in TV con il libro degli ingredienti) che supportano queste convinzioni in gioco è fatto. Bisogna poi prendere atto realisticamente che la confusione esistente nel settore del gelato non dà certo una mano. A partire dai numeri che vengono sparati, dall’entità dei consumi pro capite, al giro d’affari, sui quali quasi nessuno dice mai niente!  Sarebbe ora che i gelatieri e le loro Associazioni e Comitati intervenissero una buona volta anche su questi aspetti: non è accettabile che si sparino numeri assurdi ( … non solo a Rai3) come i 12 Kg a testa di consumo di gelato artigianale e poi dire che il fatturato è di 2,5 miliardi. Ma qualcuno ha mai fatto i conti? 12 kg per 60 milioni di persone vorrebbe dire che si producono 720.000 tonnellate di gelato (720 milioni di chili) se il giro d’affari fosse veramente di 2,5 miliardi vorrebbe dire che il gelato si vende a 3,5 euro al chilo!!  Assurdo! E poi tutti sanno che tra le migliaia di attività che vendono gelato ci sono delle differenze abissali, tra cui anche quelli che propongono “schifezze” che poi danneggiano tutto il settore. Allora, per prima cosa, perché è così difficile far decollare una normativa che faccia almeno un po’ di chiarezza su cosa si debba intendere per “gelato artigianale”?  Ok, poi sono necessari controlli adeguati altrimenti serve a poco, ma intanto incominciamo con una legge….. Ma anche in questo caso, quando c’è qualche iniziativa,  subito assistiamo a  prese di posizione contrarie e non solo da parte delle industrie interessate ma anche da parte di molti gelatieri ….  (limiti alla fantasia del gelatiere, ecc. ecc.). La conseguenza di tutto ciò è che si generano inevitabilmente dubbi: “se neanche i gelatieri sono d’accordo su una legge di settore vuol dire che nel gelato qualcosa di poco trasparente c’è……”. Quindi, pienamente d’accordo sulle critiche alla trasmissioni come quella andata in onda su Rai3, ma incominciamo a fare chiarezza, evitiamo, ad esempio, che quando vengono fatte  le interviste il “Libro degli ingredienti” (in molti casi) sia cosa sconosciuta …….  Nel frattempo,  ci è giunta notizia che le due recenti proposte di legge  sul Gelato Artigianale, presentate dai deputati del Movimento 5 Stelle, D’Incà e L’Abbate, stanno per essere opportunamente unificate, vediamo come saranno i commenti….

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