IL GELATO ARTIGIANALE NON ESISTE PIU?

Come ogni anno, con la bella stagione (si fa per dire!) iniziano ad uscire sui diversi media svariati articoli che trattano di gelato. C’è chi dà letteralmente i numeri (sempre gli stessi da qualche anno!) chi invece scopre novità che novità non lo sono. E’ il caso di un articolo, peraltro interessante, vaschetta aranciopubblicato in questi giorni dalla prestigiosa National Geographic. Il tutto nasce dalla recente indagine diffusa da AIIPA Gruppo Gelato (vedi gelatonews del 18 maggio 2016) dove emerge che il 65% dei gelatieri utilizza basi pronte fornite dalle industrie di settore. E questa, appunto, non è una novità. ….. Sarebbe interessante sapere anche quanti utilizzano il prodotto già pronto nel “tetrapak”! In ogni caso, per i non addetti ai lavori, questa notizia fa un certo scalpore, tanto che, l’articolo in questione ha un titolo shock: “Il gelato artigianale? Non esiste”. La stessa notizia da qualche giorno viene ripresa anche da altri media, come www.vanityfair.it,  per il quale “Crolla un mito. Crolla a tutti noi italiani così fieri del nostro gelato artigianale, che immaginiamo i gelatai che ogni giorno preparano i loro gusti prelibati lavorando personalmente pregiate materie prime. Ma non è esattamente così per tutti: a svelarlo sono proprio loro, i gelatai” (n.d.r. quelli che hanno risposto all’indagine di AIIPA). Ma ciò è tutto vero? In parte si, però con queste notizie – buttate la senza approfondire i diversi e complessi aspetti che caratterizzano il settore – si genera ulteriore confusione e soprattutto “si fa di ogni erba un fascio” penalizzando anche quei gelatieri (ormai una minoranza) che il gelato lo producono ancora con materie prime naturali e sono veri artigiani al 100%. Però, siamo alle solite, non essendoci una normativa che consenta di capire (… prima di assaggiare il gelato) chi è un vero artigiano e chi lo è solo dal punto di vista burocratico, la distinzione per il consumatore non è semplice. Come www.gelatonews.it ha più volte sottolineato, entra in gioco il saper comunicare con efficacia il proprio lavoro e su questo, spesso, chi fa un buon gelato non è un gran comunicatore.

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