IN TV SI E’ PARLATO DI GELATO, MA …..

Nel pomeriggio del giorno dell’Epifania, nella TV nazionale si è parlato di gelato, è successo all’interno della trasmissione “Geo”. Dopo una bella presentazione dell’ Antico Gelato della Val di Zoldo, con l’intervento di Maurizio De Pellegrin, esponente dell’ Associazione degli Emigranti ed ex Emigranti Zoldani”, Emanuele Biggi, che affianca nella conduzione Sveva Sagramola, ha intervistato il prof. Antonello Paparella, ordinario di Microbiologia Alimentare all’ Università di Teramo. Si è partiti con la differenza tra i diversi tipi di gelato in commercio. Ma qui, il professore ha subito fatto presente una prima difficoltà: “l’ Italia, patria del gelato, non ha una normativa sul gelato”. In merito a ciò ha poi ricordato come sia stata recentemente presentata una proposta di legge (On. L’Abbate) che probabilmente ha preso spunto proprio da quanto detto in una precedente puntata (maggio) di Geo & Geo. Lo stesso professore, continuando, ha poi espresso la propria opinione affermando che il gelato artigianale dovrebbe contenere soltanto proteine e grassi derivanti da uova, latte e panna, senza l’utilizzo di additivi non naturali. In particolare, secondo il professore, tutti gli ingredienti caratterizzati da una “E” e un numero, nel gelato veramente artigianale di qualità non dovrebbero esserci. Inoltre, non si possono considerare artigianali quei gelati preparati con prodotti quali le “basi pronte ad alta resa”, ai quali basta aggiungere latte o acqua e inserire poi il tutto nel mantecatore. Ma, in sostanza, ribadendo il fatto che non c’è una legge in materia, ora buona parte delle gelaterie può fregiarsi del titolo di artigianalità. Concludendo l’intervista, il prof. Paparella ha poi dato alcuni consigli per i consumatori che vogliono capire come viene fatto il gelato proposto: leggendo, ad esempio, il libro degli ingredienti si può conoscere se vengono utilizzati o meno additivi non naturali, così come dal colore del gelato è facile capire se ci sono coloranti (come nel classico esempio del pistacchio che non può essere verde acceso). Per un approfondimento si può visualizzare il replay della trasmissione (tenuto conto che la puntata dura oltre due ore si precisa che si è parlato di gelato dopo 1 ora e 40 – Gelato Zoldano – e dopo 1 ora e 55 -Prof. Paparella).

Senza entrare in disquisizioni tecniche (non abbiamo la competenza), ad esempio su quali additivi possono essere considerati naturali e quali no (cosa sulla quale si sono espressi nel web alcuni gelatieri con qualche dissenso rispetto a quanto affermato dal prof. Paparella) quello che è emerso nella trasmissione pone, comunque, al mondo del gelato, una riflessione.

  1. E’ evidente come ci sia un crescente interesse (TV, opinione pubblica, consumatori, università, ecc.) per una normativa che consenta di identificare il gelato artigianale rispetto a quello che non lo è.
  2. Ciò fa sì che anche a livello politico ci si muova (risulta che siano in corso di elaborazione altre proposte di legge in materia) con la conseguenza che prima o poi una qualche legge vedrà la luce.
  3. Il problema è capire se quanto verrà (forse) approvato sarà veramente in linea con le aspettative dei gelatieri artigiani.

Pe questo ci permettiamo stimolare i gelatieri stessi (che, come più volte detto, devono essere i veri protagonisti) e le loro Associazioni, affinché – se lo desiderano veramente – si mettano d’accordo e dicano una volta per tutte come va definito il gelato artigianale e agiscano nelle sedi appropriate come è avvenuto, ad esempio, nella Provincia Autonoma di Bolzano.  Altrimenti si continuerà a far chiacchiere, a sollevare un pandemonio se Grom  fa riferimenti al gelato artigianale e poi, quando si entra nel merito di come dovrebbe essere effettivamente questo prodotto ecco che ognuno dice la sua con mille distinguo (come abbiamo già assistito in passato) con il risultato che tutto rimane fermo…..

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