LONDRA: UNA GRANDE MOSTRA SULLA STORIA DEL GELATO

Quest’estate, tra le mete consigliate dalle guide turistiche a chi si reca a Londra c’è la visita al  “Meraviglioso Mondo del Gelato” (Scoop – Wonderful Ice Cream World)  esposizione in scena dal 3 luglio al 30 settembre  per iniziativa del  British Museum of Food di Londra. La mostra – viene sottolineato nella presentazione – coincide con il gelato artigianale300° anniversario (1718) del primo libro di cucina uscito in Inghilterra con all’interno una ricetta per il gelato. Autrice era stata la signora Mary Eales. Altra ricorrenza citata per l’occasione è il 399 ° anniversario della prima ghiacciaia costruita in Gran Bretagna (per produrre gelati) nel Greenwich Park. La rassegna, che offre al pubblico la possibilità di originali degustazioni e di vivere esperienze sensoriali particolari legate al gelato, presenta una grande collezione di articoli attinenti l’attività di gelateria, con attrezzature d’epoca, accessori e reperti legati alla pubblicità e all’arte, selezionati tra le migliaia di oggetti raccolti in 40 anni da Robin e Caroline Weir, autori del premiato libro “Ice Creams Sorbets and Gelati The Definitive Guide”di Grub Street Publishers. Uno spazio particolare viene dedicato anche alla vita e all’ingegno di Agnes B. Marshall, conosciuta in epoca vittoriana come la regina del gelato. La Marshall scrisse diversi libri di successo, brevettò una macchina per il gelato e addirittura suggerì di usare l’azoto liquido per fare il gelato già alla fine del 1800.

Un po’ di storia. Una delle prime volte che si è scritto di gelato in Inghilterra è stato nel menu di un sontuoso banchetto offerto dal re Carlo II nel 1672. La leggenda narra che il re offrì al suo cuoco, un certo De Mirec, una gelatopensione a vita se lui avesse mantenuto la ricetta segreta. Il primo a vendere gelati al pubblico sembra sia stato invece un certo Thomas Street, confettiere della casa reale, che nel 1756 espose sulla vetrina del suo negozio il cartello “Ices creams here” (qui si vendono gelati). Anche in Inghilterra grande merito alla diffusione del gelato va ascritto agli italiani. Mentre viene citato un certo Sartelli, veneziano, uno dei principali protagonisti fu sicuramente un italo-svizzero, Carlo Gatti, il quale, forte dei suoi contatti in Norvegia che gli permettevano di importare tonnellate di lastre di ghiaccio, si narra sia stato il primo a vendere il gelato per le strade londinesi a un prezzo accessibile a tutti e non solo alle classi sociali più ricche. Una particolare emigrazione fu poi, verso la metà del 1800, quella degli zampognari della Ciociaria che riciclatisi come gelatieri, dai carrettini passarono a piccole botteghe. I venditori si moltiplicarono (nel 1854 pare fossero addirittura 900): erano per lo più immigrati italiani che venivano chiamati Hokey pokey, storpiatura del loro grido “eccone un poco”. Da Londra i gelatieri italiani arrivarono in Scozia, nel Galles e in Irlanda. La Scozia fu poi sempre all’avanguardia in materia di gelati grazie allo spirito di iniziativa delle compagnie di “carrettisti italiani”, sempre solidali e campanilisti. Qui vennero costruite le prime macchine moderne europee, a imitazione di quelle americane, modificate da Sabatine De Marco, italiano di Glasgow, che fabbricò un modello da fissare sul banco di vendita.

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