MIG DI LONGARONE: UNA STORIA DI OLTRE 60 ANNI

Domenica 3 dicembre si apre a Longarone (BL) la 58. Edizione della Mostra Internazionale del Gelato Artigianale che chiuderà i battenti mercoledì 6. Molti, soprattutto tra i non addetti ai lavori, si chiedono ancora come mai una mostra dedicata al mondo del gelato, prodotto tipicamente estivo, si tenga a Longarone (BL), alle porte delle Dolomiti, ai primi di dicembre. Il tutto ha delle motivazioni storiche e sociali ben precise: Longarone si trova alla confluenza delle vallate del Cadore e di Zoldo, territori dai quali, già verso la metà del 1800 è iniziata l’emigrazione dei gelatieri che ogni anno, all’inizio della primavera, lasciavano le loro case per raggiungere le botteghe aperte nelle principali città italiane e del centro gelatonewsEuropa. Poi con la stagione fredda facevano ritorno nei loro paesi. Il fenomeno, nei primi anni ’50 coinvolgeva già centinaia di famiglie.  Con l’evoluzione dell’attività di gelateria, divenne necessario essere informati, sia riguardo alle attrezzature sia ai diversi prodotti. Ecco, quindi, che in qualche locale di Longarone e delle vicine vallate iniziarono ad arrivare i rappresentanti delle industrie produttrici di macchine per gelato e macchine da caffè per far conoscere le novità del settore. A tal proposito si ha notizia che proprio nel 1956 tale Giacomo Caldera, all’interno del suo “Caffè Minerva” di Longarone allestì una mostra di macchine e prodotti per gelateria. L’iniziativa incontrò il consenso degli operatori, tanto che l’anno successivo venne realizzata un’esposizione a più largo respiro in altri locali ed in particolare nel caffè Centrale di Angelo Perin, autentico protagonista delle vicende fieristiche di Longarone. Ormai la storia della Mostra del Gelato era segnata e tenuto conto del grande coinvolgimento del territorio e del significato sociale del fenomeno, vennero coinvolte le locali Amministrazioni.  Così il 26 gennaio 1959 l’assemblea del Consorzio Longaronese- Zoldano, presieduta dall’allora sindaco di Longarone, Giuseppe De Vecchi, e alla quale aderivano anche i Comuni di Castellavazzo, Soverzene, Forno di Zoldo, Zoldo Alto e Zoppè di Cadore, gelatodeliberò di rendere ufficiale la manifestazione e diede incarico al Comune di Longarone di organizzare la Fiera Internazionale del Gelato, con cadenza annuale. La sede di Longarone fu scelta per la sua collocazione baricentrica rispetto alle vallate che annoverano il maggior numero di gelatieri e facilmente accessibile anche nella stagione invernale.  Fu quello il primo atto istituzionale di un percorso che avrebbe segnato in maniera tangibile la storia della moderna gelateria. La prima edizione della “Mostra Internazionale del Gelato” si tenne dal 6 al 13 dicembre di quell’anno, con la partecipazione di 18 aziende nazionali ed estere, tra le più rappresentative dell’epoca. Per l’esposizione vennero utilizzati ancora i locali dei pubblici esercizi e la palestra comunale. L’iniziativa fece un grande clamore e conquistò subito l’attenzione e l’interesse dei gelatieri, dell’imprenditoria specializzata, della popolazione e dei media, tutti concordi sulla validità sotto l’aspetto economico e promozionale. La Mostra, inaugurata dall’on. Corona e dal sindaco Guglielmo Celso, ospitò, fra l’altro, un importante dibattito tecnico ed un incontro nel quale vennero poste le basi per la costituzione di un’associazione dei gelatieri italiani operanti all’estero. Negli anni, l’organizzazione della Mostra MIGdel gelato ebbe una drammatica  interruzione nel 1963 quando la sera del 9 ottobre l’immensa massa d’acqua e di fango del Vajont cancellò  Longarone con tutte le attività. Ma questa manifestazione appariva ormai irrinunciabile per gli operatori economici interessati e la 5. edizione si tenne già l’anno successivo a Pieve di Cadore, anch’ essa patria di numerosi gelatieri,  nel Palazzo delle Esposizioni a cura della locale Azienda di Soggiorno con la collaborazione della Camera di Commercio. A dicembre del 1968 la Mostra ritornò però a Longarone ,  con una veste rinnovata, pur tra i tanti cantieri della ricostruzione, nella sede del mercato coperto e in altri locali del centro.  Era un segno di vita e di speranza per tutti coloro che non intendevano rassegnarsi; era il legame con il passato che veniva ripristinato. Da allora, a fine novembre o ai primi di dicembre di ogni anno, le edizioni della MIG si sono susseguite regolarmente ed hanno trovato una sede stabile e continuo sviluppo nel palazzo delle mostre appositamente costruito.

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