AGRIGELATERIA: SE NE PARLA SPESSO MA…

“Agrigelateria”, il termine compare spesso, anche recentemente, nelle news che riguardano il gelato. La prima richiesta di registrazione ufficiale di un marchio agrigelateria risulta risalire al 2001. Ne parla spesso la Coldiretti quando diffonde dati sull’andamento del mercato del gelato, segnalando, che: negli ultimi anni il boom delle agrigelaterie che garantiscono la provenienza della materia prima dalla stalla alla coppetta con gusti che vanno dal latte di asina a quello di capra fino alla bufala. La stessa Coldiretti aveva approfondito il tema all’ Expo di Milano sottolineando come fosseUna esigenza nata anche per sfuggire alle speculazioni in atto su latte e frutta che vengono sottopagare ai produttori agricoli al di sotto dei costi di produzione”. Ma in Italia nel Registro Imprese  risultano iscritte con tale denominazione solo 23 aziende. Di agrigelaterie ne troviamo anche nelle classifiche, come la guida del Gambero Rosso e in giro per le gelato artigianalegrandi città. Qualche agrigelateria si è messa in evidenza anche nei concorsi. Una interessante iniziativa è stata promossa recentemente a Saleno dalla Unione Artigiani CLAAI e Coldiretti. Qualche tempo fa alle Fiere Zootecniche di Cremona era stata anche presentata una nuova attrezzatura (che occupa poco più di un metro quadrato) per la produzione del gelato ottenuto dal latte dell’ azienda agricola, frutto dell’esperienza di un caseificio e di una nota industria di macchine per gelato. Tale denominazione compariva (da qualche anno sembra si stata tolta) anche nelle vertine di una catena di gelato “fai da te” dove di “agri” c’era soltanto una mucca di plastica posizionata davanti al negozio! D’altronde se non esiste ancora una definizione di “Gelato Artigianale” neanche il termine “Agrigelateria” è stato regolamentato. Eppure in questo caso ci potrebbe essere già una normativa di riferimento quella dell’Agriturismo (Legge 20 febbraio 2006, n. 96) ma lo scoglio principale sembra essere il fatto che il gelato non è attualmente considerato un prodotto agricolo, non rientra cioè tra quelli previsti dallo specifico decreto del ministro dell’Economia relativo ai prodotti della trasformazione agricola, come, ad esempio, è invece lo yogurt .