GELATO A DOMICILIO QUALE FUTURO

Cos’è cambiato in gelateria a seguito dell’emergenza sanitaria Covid 19? La prima risposta che molti danno a questa domanda è “gelato a domicilio” ovvero delivery. Una pratica, come noto, non adottata quasi mai per scelta strategica ma resa obbligatoria per chi voleva lavorare nella prima fase della pandemia. Il risultato è stato una crescita esponenziale rispetto al passato. Dopo i dati diffusi qualche tempo fa dalla società Deliveroo (+60%) è uscito anche il risultato di un’indagine di Just Eat, altra piattaforma di consegne, che parla di un gelaterieincremento di ben il 133% degli ordini di gelato a domicilio (non viene specificato se gelato artigianale o industriale). Ai primi di aprile anche, Roberto Leardini, presidente gruppo prodotti per gelato dell’Unione Italiana Food, ha parlato di delivery evidenziando correttamente anche i limiti di questa pratica in quanto “Il delivery nel nostro settore è ancora a livello embrionale, può dare una mano, ma i risultati che si ottengono sono ancora limitati”. Poi quando si tratta di gelaterie non bisogna dimenticare le tante modalità con le quali questa attività può essere svolta. E’ impensabile, nel caso di una gelateria a conduzione familiare, che in piena stagione (normale)  il titolare possa dedicare tempo alla consegna del gelato a domicilio così come è diversa la situazione se la gelateria è collocata in una grande città o in centri più piccoli. Molto chiaro, a proposito di delivery in generale è, infine, è il parere espresso da Carlo Meo, amministratore delegato di Marketing and Trade in un’intervista rilasciata al Gambero Rosso. “Il delivery sembrava dovesse salvare il mondoafferma l’esperto – ma credo che per alcuni non abbia molto senso, anche perché la gran fetta di mercato spetta a pizza, hamburger, sushi e poco altro”.