SCUOLA PROFESSIONALE DI GELATERIA: DA BELLUNO UNA PROPOSTA

Di scuola del gelato, nel bellunese, terra di gelatieri, se ne è parlato in tante occasioni. Oltre alla necessità che questa tradizione venga salvaguardata ciò, più in generale, nasce dal fatto che anche nella professione del gelatiere non si può più improvvisare ma sono richieste delle conoscenze ben precise di cultura generale, di alimentazione, igiene, scuola gelatomerceologia, marketing, informatica solo per fare qualche esempio. In parole povere tutte quelle competenze oggi indispensabili per essere imprenditore. Ma per un giovane che, terminata la terza media, desideri studiare per intraprendere questa professione in Italia non esiste una scuola specifica da poter frequentare. Non parliamo di un corso di qualche centinaio di ore che dia nozioni tecniche (in questi anni di iniziative di questo genere ne sono nate un’infinità) ma di una vera scuola, in grado di assolvere a tutti gli effetti all’obbligo scolastico. Un giovane che desideri fare il cuoco, il cameriere, piuttosto che il meccanico, il grafico o l’operatore del legno ha a disposizione dei corsi triennali che gli consentono, se vuole, di raggiungere anche un diploma di scuola superiore. Per il settore della gelateria, così come per la pasticceria, questa possibilità è preclusa in quanto nell’attuale normativa che individua le figure di riferimento relative alle qualifiche professionali, nata sulla base dell’intesa Stato – Regioni del 27 luglio 2011, la professione di gelatiere non è prevista.
Su questo tema, anche in relazione al fatto che il 24 marzo si celebra la Giornata europea del Gelato Artigianale, istituita nel 2012 dal Parlamento europeo, interviene il Centro Consorzi il quale, sulla base della specifica esperienza maturata nella formazione, in particolare nell’organizzazione dei corsi per operatore del legno nella propria sede di Sedico, ha approfondito in questi giorni l’argomento ed ha deciso di avanzare una proposta – illustrata oggi in una conferenza stampa a Belluno – affinché la Regione Veneto, forte della storica tradizione dei gelatieri che a partire dalla metà del 1800 hanno fatto conoscere il gelato in tutto il mondo, possa farsi interprete di questa esigenza intervenendo nelle sedi opportune. A giudizio del Centro Consorzi, oltre all’inserimento dell’operatore di gelateria e pasticceria nell’elenco delle figure per le quali è possibile organizzare dei corsi triennali di formazione professionale, una soluzione operativa potrebbe essere l’aggiunta dell’indirizzo “Gelateria e Pasticceria” nella figura “Operatore della ristorazione” che attualmente prevede soltanto gli indirizzi “Preparazione pasti” e “Servizi di sala e bar” che sono gli indirizzi delle attuale scuole alberghiere, sia quelle statali che dei centri di formazione professionale.
Il fatto che una proposta di questo genere parta da Belluno vuole anche contribuire a rafforzare l’immagine di questo territorio dove la storia, la tradizione e le capacità imprenditoriali nel mondo del gelato sono ancora radicati e rappresentano un punto di riferimento ben preciso. Tutto questo è in linea con le progettualità espresse nell’ambito dello sviluppo delle professioni proposte dagli enti e istituti locali che operano nel settore ed è anche evidente che il Veneto dovrebbe accordarsi con le altre Regioni con una proiezione non immediata, ma è anche indispensabile che questa tradizione sia in qualche molto incentivata e salvaguardata. Per valorizzare una conoscenza e una capacità professionale non si può che partire dalla formazione ed è altrettanto necessario che la Giornata europea del Gelato Artigianale non passi nel silenzio senza mettere sul tavolo argomenti e riflessioni circa lo sviluppo di questa  professione.

Seguici su:
error

redazione