IN ATTESA DELL’ARRIVO DEI TURISTI

Le gelaterie, dopo la prima fase del gelato a domicilio e successivamente (dal 4 maggio) del solo asporto, dal 18 maggio, sia pur con i tanti vincoli legati alle norme di sicurezza, hanno ripreso in qualche modo l’attività. La tanta voglia di gelato degli italiani ha sicuramente agevolato le operazioni però quanta fatica a lavorare con il distanziamento interpersonale e le altre misure anti covid-19! Inoltre, una normativa poco chiara sulle responsabilità dei controlli anche al di fuori dei locali ha reso quanto mai difficile lavorare con serenità. La voglia di gelato artigianale, come dicevamo, per fortuna è tanta e le richieste non mancano. Come avviene da qualche anno ad inizio della stagione gelatocalda, impazzano gli articoli (fotocopia degli anni precedenti) che ci dicono che “Esplode la voglia di gelato dopo il lockdown, con il boom dei consumi favorito dal grande caldo e dalla voglia di passeggere all’aria aperta”. In effetti molte gelaterie stanno riscontrando un buon andamento dell’attività ma le cose non sono eguali dappertutto. Come previsto già tempo fa da queste pagine, maggiori difficoltà le incontrano le gelaterie collocate nelle zone turistiche, siano esse città d’arte, spiagge, località di montagna, ecc. che almeno fino al 3 giugno, data in cui riapriranno le frontiere tra alcuni Stati e i confini regionali, non sono certo affollate. Una situazione che accomuna tutto il comparto dei pubblici esercizi. Su questi temi è intervenuta a più riprese la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) la quale ha rilevato come il fatturato del settore del primo trimestre 2020 evidenzi la variazione più bassa mai registrata. La FIPE ha anche sottolineato come si tratti di un esercito di micro e piccole imprese che si ritrova in mezzo a mille difficoltà perché il blocco totale dell’economia ha visto fermarsi “la loro economia”. Parliamo in particolare di bar, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari che oltre ad essere un luogo di servizio, di convivialità, di confronto, lo sono anche di lavoro e di produzione di ricchezza. Il pubblico esercizio è un comparto decisivo della filiera agroalimentare e del turismo non soltanto per il contributo fornito alla creazione di valore ma anche per essere un mercato di sbocco rilevante per le produzioni agroalimentari nazionali e fattore decisivo per l’attrattività del Paese”.